Archivio Della Valle-Del Bufalo

con il contributo della «Fondazione Marco Besso»

Donato dal duca Luigi Rivera - figlio della marchesa Margherita Del Bufalo Della Valle - il piccolo fondo Archivio Della Valle-Del Bufalo, 284 unità, fu depositato nell’Archivio Segreto Vaticano tra il 1947 e il 1948.

I Della Valle, probabilmente originari della Spagna (ma con ramificazioni anche nel Regno di Napoli, in Francia e in Piemonte), sono presenti a Roma sin dal XII secolo, ma è sotto il pontificato di Martino V che la famiglia riesce ad ottenere un ruolo di primo piano nella vita politica cittadina e in Curia; Paolo Della Valle è archiatra di papa Colonna, e, nel 1418, cancelliere perpetuo e conservatore di Roma. A quegli anni rimonta il forte vincolo che sempre legherà i Della Valle alla potentissima famiglia baronale ed alla Curia pontificia.

La fortuna della famiglia in età moderna è dovuta ai meriti del cardinale Andrea (1463-1534), protetto e arricchito di benefici dai pontefici regnanti (sotto Clemente VII e dopo il Sacco di Roma ricoprì l’importante ufficio di Governatore di Roma). Fu questi infatti a lasciare nell’Urbe importanti testimonianze della sua famiglia, sia mediante la committenza del sepolcro per il padre Filippo (morto nel 1494) in S. Maria Aracoeli, sia mediante la costruzione del nuovo palazzo di famiglia sull’attuale Corso Vittorio (poi divenuto Palazzo Della Valle-Rustici-Del Bufalo), dopo la distruzione del precedente, avvenuta nel 1484, a causa delle guerre intestine fra Orsini e Colonna. Le prime tre buste dell’Archivio ancora oggi conservano conti e ricevute per quei lavori e per le tre imprese che il cardinale realizzò a vantaggio dei fratelli e della casata paterna.

Il fondo archivistico si amplia fino ad abbracciare i secoli XVI, XVII, XVIII e la seconda metà del secolo XIX, conservando - soprattutto per il tardo Medioevo e la prima Età Moderna - importanti testimonianze sull’acquisizione del patrimonio fondiario e immobiliare di famiglia, accanto a preziosa documentazione storica, letteraria o memorialistica dei più illustri fra i Della Valle, tra i quali basterà qui ricordare Berardino, letterato e politico (1450-1505) amico del Poliziano e del re di Napoli, protagonista delle tensioni italiane sul finire del XV secolo; Lelio, umanista e giurista (1400-1476) amico di Pomponio Leto e esponente dell’«Accademia Romana»; e infine Pietro «il Pellegrino», eclettico personaggio, orientalista, musicologo e viaggiatore (1586-1652).

ASV, Arch. Della Valle - Del Bufalo 34
Lettera a Lelio Della Valle del 19 marzo 1457


ASV, Arch. Della Valle - Del Bufalo 186
Diario di Pietro Della Valle, detto «il Pellegrino» dal 1628 al 1652


La parte moderna dell’archivio, è relativa alla famiglia patrizia dei Del Bufalo - originaria di Pistoia, e stabilitasi a Roma a partire dalla fine del XV secolo - che riuscì a far giungere alla porpora un suo membro, Innocenzo, creato cardinale nel giugno del 1604 da Clemente VIII. I due rami familiari, cui venne ad associarsi, per via materna, quello dei Rustici (Brigida de’ Rustici aveva sposato Lelio Della Valle, morto nel 1476), si unirono sui primi del Settecento, per le nozze di Romibera Della Valle, figlia di Pietro «il Pellegrino» con il marchese Ottavio Del Bufalo Cancellieri.

Un’ultima sezione di Archivio, infine, conserva alcune carte provenienti dall’attività di don Giuseppe Montoya, incaricato d’affari del Messico presso la Santa Sede dal 1840 al ’53, la cui figlia Anna Luisa sposò il marchese Pio Del Bufalo Della Valle, prozio di quel Luigi Rivera che, come abbiamo detto, avrebbe donato l’Archivio alla Santa Sede.

Grazie al contributo della Fondazione Marco Besso, l’archivio è stato inventariato ed è ora dotato di un analitico strumento di consultazione, edito nella Collectanea Archivi Vaticani.